Nuovo IRPEF 2026: meno tasse sui redditi medi
La riforma IRPEF conferma tre fasce di reddito, ma introduce un alleggerimento fiscale per chi guadagna tra 28.000 e 50.000 euro lordi all’anno.
L’obiettivo è ridurre il peso delle imposte sul ceto medio, aumentando il netto mensile senza modificare lo stipendio lordo.
Aliquote IRPEF 2026
- 23% fino a 28.000 euro
- 33% da 28.001 a 50.000 euro
- 43% oltre 50.000 euro
Grazie a questa modifica, il risparmio annuo può arrivare fino a 400–440 euro, a seconda della retribuzione.
Aumenti contrattuali tassati meno
Una delle novità più importanti riguarda gli aumenti di stipendio legati ai rinnovi dei contratti collettivi.
Per i lavoratori del settore privato con reddito fino a 28.000 euro, gli aumenti salariali saranno tassati con un’imposta ridotta al 5%, invece delle normali aliquote IRPEF.
Cosa significa in pratica?
Se un lavoratore riceve un aumento lordo di 100 euro al mese, una parte maggiore dell’aumento finirà direttamente in busta paga, con un netto più alto rispetto al passato.
Straordinari e turni: tasse ridotte nel 2026
Nel 2026 è prevista anche una tassazione agevolata per:
- lavoro straordinario
- turni notturni
- lavoro nei giorni festivi
Questi compensi saranno tassati al 15%, fino a un massimo di 1.500 euro lordi all’anno, per i lavoratori con redditi non superiori a 40.000 euro.
Questa misura premia chi svolge ore extra, aumentando la convenienza economica rispetto agli anni precedenti.
Chi guadagna di più con le nuove regole
Le nuove norme favoriscono soprattutto:
- lavoratori con redditi medio-bassi
- dipendenti coinvolti in rinnovi contrattuali
- chi svolge regolarmente straordinari o turni
Anche se l’aumento mensile può sembrare contenuto, nel corso dell’anno il vantaggio economico diventa significativo.
Cosa controllare nella busta paga 2026
Per verificare se stai beneficiando delle nuove misure:
- Controlla l’aliquota IRPEF applicata
- Verifica se l’aumento contrattuale è tassato al 5%
- Osserva la tassazione degli straordinari
In caso di dubbi, è sempre consigliabile chiedere chiarimenti all’ufficio paghe o al consulente del lavoro.
Conclusione
L’aumento dello stipendio nel 2026 non arriva da un rialzo diretto dei salari, ma da un taglio delle tasse. IRPEF più leggera, agevolazioni sugli aumenti e straordinari meno tassati permettono a molti lavoratori di ottenere più soldi netti ogni mese.
