Vediamo cosa cambia davvero nel cedolino di gennaio 2026, quando arriva la pensione e perché l’importo potrebbe essere diverso rispetto a dicembre.
Quando viene pagata la pensione di gennaio 2026
A differenza degli altri mesi, la pensione di gennaio 2026 non viene accreditata il giorno 1. Il motivo è semplice: il 1° gennaio è festivo e non bancabile.
Le date da ricordare sono:
- Sabato 3 gennaio 2026 → pagamento per chi ritira alle Poste o riceve l’accredito postale
- Lunedì 5 gennaio 2026 → accredito su conto corrente bancario
👉 Si tratta quindi di un leggero ritardo tecnico, legato esclusivamente al calendario festivo.
Rivalutazione pensioni 2026: arrivano gli aumenti
Nel cedolino di gennaio entra in vigore la rivalutazione annuale legata all’inflazione. Per il 2026 è previsto un adeguamento stimato intorno all’1,4%, applicato però in modo diverso in base all’importo della pensione.
Come funziona l’aumento:
- Pensioni basse e medio-basse → rivalutazione piena
- Pensioni più alte → aumento ridotto secondo il sistema a fasce
Questo meccanismo tutela maggiormente chi percepisce assegni più contenuti, garantendo un recupero più efficace del potere d’acquisto.
Conguaglio fiscale: perché la pensione può diminuire
Gennaio è anche il mese del conguaglio IRPEF. L’INPS ricalcola le imposte dovute sull’intero anno precedente e può emergere:
- una trattenuta fiscale se sono state pagate meno tasse del dovuto;
- una riduzione temporanea dell’importo, in alcuni casi anche significativa.
I pensionati con redditi più bassi possono beneficiare della rateizzazione delle trattenute, evitando un taglio netto dell’assegno mensile.
Tornano le addizionali regionali e comunali
Nel cedolino di gennaio 2026 rientrano anche le addizionali IRPEF regionali e comunali, sospese solo nel mese di dicembre.
Questo significa che:
- l’importo netto di gennaio può risultare più basso rispetto a dicembre;
- le trattenute variano in base alla regione e al comune di residenza.
Alcune prestazioni assistenziali, come assegno sociale e invalidità civile, restano escluse da queste trattenute.
Nuove regole fiscali: quando arriveranno i benefici
Le possibili modifiche IRPEF previste per il 2026 non incidono subito sul cedolino di gennaio. Eventuali riduzioni fiscali o aumenti netti saranno visibili nei mesi successivi, una volta completati gli adeguamenti tecnici.
Per questo motivo gennaio può sembrare un mese “più leggero”, ma non rappresenta l’importo definitivo dell’anno.
Perché controllare il cedolino INPS di gennaio
Il cedolino di gennaio è uno dei più importanti dell’anno perché:
- mostra la nuova pensione rivalutata;
- evidenzia eventuali trattenute straordinarie;
- anticipa l’andamento degli importi futuri.
È sempre consigliabile verificare il cedolino online tramite il servizio INPS per evitare sorprese.
Riepilogo veloce
📅 Pagamento: 3 o 5 gennaio 2026
💶 Aumento per rivalutazione: sì
🧾 Conguaglio fiscale: possibile
🏛️ Addizionali locali: riattivate
📈 Benefici fiscali 2026: non ancora visibili
Conclusione
Le pensioni di gennaio 2026 segnano l’inizio del nuovo anno previdenziale, ma non sempre con un importo più alto. Tra aumenti, trattenute e slittamenti, è fondamentale essere informati per gestire al meglio il proprio bilancio.
Controllare il cedolino è il primo passo per evitare sorprese.
