I tre requisiti fondamentali per avere diritto alla NASpI
Per accedere alla NASpI nel 2026 è necessario soddisfare contemporaneamente tre condizioni obbligatorie, definite dal Decreto Legislativo n. 22 del 2015:
- Perdita involontaria del lavoro: Il rapporto di lavoro deve essere cessato per una causa non dipendente dalla volontà del lavoratore. Rientrano in questo caso: licenziamento (individuale o collettivo), mancato rinnovo di un contratto a tempo determinato, chiusura dell'attività aziendale.
- Stato di disoccupazione: Il lavoratore deve essere effettivamente senza un'occupazione retribuita.
- Requisito contributivo minimo: Aver versato almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione. Si considerano anche i contributi figurativi (es. per maternità obbligatoria).
Chi può e chi non può richiedere la NASpI: la lista completa
La NASpI è riservata ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato. Oltre ai dipendenti privati comuni, hanno diritto anche categorie specifiche:
LAVORATORI ELEGGIBILI:
- Apprendisti
- Soci lavoratori di cooperative (con vincolo di subordinazione)
- Artisti e personale dello spettacolo con inquadramento da dipendente
- Dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni a tempo determinato
- Operai agricoli a tempo indeterminato dipendenti da cooperative (dal 2022)
- Lavoratori sportivi professionisti subordinati (dal 2023)
LAVORATORI ESCLUSI:
- Dipendenti pubblici a tempo indeterminato
- Operai agricoli a tempo determinato
- Lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale
- Lavoratori che hanno già maturato i requisiti per la pensione (di vecchiaia o anticipata)
- Lavoratori autonomi, liberi professionisti, partite IVA e co.co.co.
- Titolari di assegno ordinario di invalidità (a meno di non rinunciarvi esplicitamente)
Dimissioni e NASpI: i casi in cui si ha diritto
Anche chi si dimette può avere accesso alla NASpI, ma solo in casi specifici equiparati alla perdita involontaria:
- Dimissioni per giusta causa: (es. mancato pagamento dello stipendio, molestie, modifiche peggiorative e illegittime del contratto).
- Dimissioni nel periodo di tutela della genitorialità: dalla data del concepimento fino al compimento del primo anno di vita del figlio.
- Risoluzione consensuale avvenuta in sede di conciliazione presso la Direzione Territoriale del Lavoro.
- Dimissioni a seguito di trasferimento in una sede aziendale distante oltre 50 km dalla residenza o non raggiungibile in meno di 80 minuti con mezzi pubblici.
Attenzione al nuovo requisito per chi si era dimesso in precedenza
La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto una regola aggiuntiva per chi, dopo essersi dimesso da un lavoro a tempo indeterminato, viene licenziato da un datore successivo. Per avere diritto alla NASpI, deve:
- Aver maturato almeno 13 settimane di contributi con l'ultimo datore di lavoro.
- Essersi dimesso dal precedente indeterminato nei 12 mesi prima del nuovo licenziamento.
Quanto si riceve e per quanto tempo: calcolo e durata
Importo mensile: Corrisponde al 75% della retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni. L'importo massimo per il 2025 è fissato a 1.562,82 euro (soggetto a rivalutazione ISTAT per il 2026).
- Decurtazione progressiva: Dopo i primi mesi, l'importo si riduce del 3% ogni mese. La riduzione parte:
- Dal sesto mese per la generalità dei beneficiari.
- Dall'ottavo mese per chi ha 55 anni o più alla data della domanda.
- Durata della prestazione: Viene erogata per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive versate negli ultimi 4 anni. La durata massima è di 24 mesi.
Per una stima personalizzata, è possibile utilizzare il simulatore ufficiale disponibile sul sito dell'INPS.
Novità in discussione per il 2026: la NASpI Anticipata in due rate
Una delle principali novità all'esame del Parlamento per la Manovra 2026 riguarda la NASpI Anticipata, l'opzione che permette di ricevere in un'unica soluzione l'indennità per avviare un'attività autonoma.
La proposta di riforma prevede di suddividere il pagamento in due tranche:
- Una prima rata del 70% al momento della richiesta.
- Una seconda rata del 30% erogabile entro 6 mesi, solo dopo la verifica della mancata riassunzione come dipendente e della non titolarità di una pensione diretta.
Importante: Questa è una proposta di legge ancora in fase di approvazione. Le modalità definitive potrebbero subire modifiche prima dell'entrata in vigore.
Come e quando presentare la domanda: la procedura passo-passo
La domanda per la NASpI deve essere presentata esclusivamente online attraverso:
- Il portale dell'INPS (accesso con SPID, CIE o CNS).
- I servizi di Patronati, CAF o altri intermediari autorizzati.
Tempistiche cruciali:
Termine ultimo: La domanda va presentata entro 68 giorni dalla data di cessazione effettiva del rapporto.
Decorrenza del beneficio:
- Se presentata entro l'ottavo giorno di disoccupazione, l'indennità decorre dall'ottavo giorno.
- Se presentata dopo l'ottavo giorno, decorre dal giorno successivo alla presentazione della domanda.
Passaggio obbligatorio: la firma del Patto di Servizio
Dopo l'invio della domanda online, è obbligatorio recarsi al Centro per l'Impiego di riferimento per sottoscrivere il Patto di Servizio personalizzato. Questo documento definisce il piano di azione per la ricerca di un nuovo lavoro. La mancata sottoscrizione comporta la sospensione della prestazione.
Riassunto dei punti chiave per il 2026
- I requisiti di base (13 settimane contributive, disoccupazione involontaria) restano confermati.
- Attenzione alle nuove regole se ci si è dimessi da un tempo indeterminato nel corso dell'ultimo anno.
- La domanda è solo online e va presentata entro 68 giorni.
- Firmare il Patto al Centro per l'Impiego è un passaggio obbligatorio per ricevere i pagamenti.
- Monitorare l'evoluzione della proposta sulla NASpI Anticipata in due rate.
Disclaimer:Per questioni specifiche o casi particolari, il consiglio è sempre quello di rivolgersi a un Patronato o consultare direttamente il sito dell'INPS, l'unica fonte ufficialmente istituzionale.
