Aumento Pensioni 2026: Perché l'importo di Gennaio è basso?


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Molti pensionati italiani hanno avuto una brutta sorpresa controllando il cedolino della pensione di gennaio 2026. Nonostante le promesse della Legge di Bilancio e la tanto attesa riforma fiscale, l'assegno netto non ha subito l'aumento sperato. Anzi, in alcuni casi, l'importo è risultato inferiore rispetto a dicembre.

Se anche tu non hai trovato l'aumento, non preoccuparti: i soldi non sono persi. In questo articolo spieghiamo perché c'è stato questo ritardo tecnico dell'INPS, a quanto ammontano gli aumenti previsti e, soprattutto, quando verranno pagati gli arretrati.

Perché manca l'aumento nel cedolino di Gennaio?

Il motivo è puramente burocratico e tecnico. La nuova riforma fiscale prevede il taglio dell'aliquota IRPEF dal 35% al 33% per il secondo scaglione di reddito. Tuttavia, l'INPS ha bisogno di tempi tecnici per aggiornare i propri sistemi informatici e applicare le nuove regole di calcolo.

Di conseguenza, per la mensilità di gennaio, l'Istituto ha calcolato le trattenute fiscali ancora con le vecchie aliquote (23%, 35% e 43%). A questo si aggiunge il fatto che gennaio è storicamente un mese "pesante" per le pensioni, a causa del ritorno delle addizionali regionali e comunali e dei conguagli dell'anno precedente. Questo mix di fattori ha reso l'assegno di inizio anno più leggero del previsto.

Quando arriva l'aumento? Le date previste

La situazione è temporanea. Secondo le ultime indiscrezioni, l'INPS dovrebbe completare l'aggiornamento dei sistemi nelle prossime settimane. L'applicazione della nuova aliquota IRPEF al 33% dovrebbe scattare nei cedolini di:

  • Febbraio 2026;
  • oppure, al più tardi, Marzo 2026.

Nota Bene: Non perderai nulla. Quando il sistema andrà a regime, l'INPS effettuerà un conguaglio a credito. Questo significa che riceverai, in un'unica soluzione, anche gli arretrati non percepiti a gennaio.

Tabella Aumenti: A chi spettano i 440 Euro?

Il beneficio del taglio IRPEF non è uguale per tutti, ma dipende dalla fascia di reddito annuale. L'aumento massimo stimato è di circa 440 euro all'anno. Ecco una stima degli importi in base al reddito lordo:

  • Redditi tra 25.000 e 30.000 euro: L'aumento è minimo, fino a un massimo di 40 euro annui.
  • Redditi tra 30.000 e 35.000 euro: Il risparmio fiscale varia tra 40 e 140 euro all'anno.
  • Redditi tra 35.000 e 40.000 euro: Qui l'aumento si fa più interessante, oscillando tra 140 e 240 euro annui.
  • Redditi tra 40.000 e 45.000 euro: Si prevede un beneficio tra 240 e 340 euro annui.
  • Redditi tra 45.000 e 50.000 euro: Questa è la fascia che ottiene il vantaggio massimo, arrivando fino a circa 440 euro di risparmio all'anno.

Per i redditi superiori ai 50.000 euro (fino a 200.000), il beneficio rimane bloccato al tetto massimo di 440 euro. Chi invece dichiara oltre 200.000 euro non avrà vantaggi significativi da questa specifica misura.

Cosa fare adesso?

Al momento non è necessario presentare alcuna domanda. L'adeguamento dell'IRPEF è automatico. I pensionati devono solo attendere i cedolini dei prossimi mesi per vedere applicata la nuova tassazione più leggera e ricevere gli arretrati spettanti da inizio anno.

FAQ: Domande Frequenti sull'Aumento Pensioni 2026

Perché la mia pensione di gennaio 2026 è più bassa del previsto?

Non si tratta di un errore, ma di un ritardo tecnico. L'INPS non ha ancora aggiornato i sistemi di calcolo con le nuove aliquote IRPEF ridotte (dal 35% al 33%). Inoltre, a gennaio vengono trattenute le addizionali regionali e comunali, che riducono l'importo netto dell'assegno rispetto a dicembre.

Quando verranno pagati gli arretrati dell'aumento IRPEF?

Secondo le ultime indicazioni, l'adeguamento fiscale e il pagamento degli arretrati avverranno automaticamente con i cedolini di febbraio o marzo 2026. Non perderai nessuna somma: riceverai tutto ciò che non è stato erogato a gennaio.

A chi spetta l'aumento massimo di 440 euro?

L'aumento fino a 440 euro annui riguarda specificamente i pensionati con un reddito lordo compreso tra 45.000 e 50.000 euro. Per i redditi inferiori, l'aumento è proporzionalmente più basso (tra i 40 e i 340 euro annui a seconda della fascia).

Bisogna presentare domanda all'INPS per ottenere l'aumento?

No, non è necessario inviare alcuna richiesta. Il ricalcolo dell'IRPEF e l'accredito degli arretrati vengono effettuati d'ufficio dall'INPS. Il pensionato vedrà l'importo aggiornato direttamente sul cedolino non appena i sistemi saranno allineati.

Il taglio dell'IRPEF vale per tutti i pensionati?

Il taglio riguarda principalmente il "secondo scaglione" di reddito. Chi ha un reddito molto basso (che rientrava già nel primo scaglione al 23%) o un reddito molto alto (oltre 200.000 euro) non vedrà variazioni significative legate a questa specifica riforma.


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