La corsa al riscatto laurea: l'ultima via per anticipare la pensione

In un panorama previdenziale in costante restringimento, migliaia di lavoratori italiani stanno trasformando i loro anni di studio in un passaporto per il pensionamento anticipato. Per molti, è diventata l'unica scelta rimasta.


(toc)

Il sistema pensionistico italiano è stretto nella morsa di una doppia tensione: l'invecchiamento della popolazione e le crescenti restrizioni alle pensioni anticipate. In questo contesto, un fenomeno sta conoscendo un'esplosione senza precedenti: il riscatto della laurea, la possibilità di convertire gli anni universitari in contributi utili per la pensione. Negli ultimi tempi, le richieste presentate all'INPS sono aumentate in modo esponenziale, con un picco particolarmente marcato tra i dipendenti pubblici, che vedono in questo strumento una delle poche vie d'uscita ancora praticabili per abbreviare la propria carriera lavorativa.

Numeri di una corsa contro il tempo


Dopo anni di declino, il 2025 ha segnato una netta inversione di tendenza. Le domande di riscatto sono cresciute del 50% rispetto all'anno precedente, toccando quota 38.000. È tra i lavoratori statali, tuttavia, che il fenomeno assume proporzioni straordinarie: le loro richieste sono più che raddoppiate in un solo anno, passando da 10.000 a quasi 23.000. Questo boom non è un caso isolato, ma il sintomo di una ricerca collettiva di soluzioni in un sistema che offre sempre meno certezze.

Perché proprio adesso? Il contesto che alimenta la scelta


Il rinnovato interesse per il riscatto laurea è guidato da una convergenza di fattori che stanno ridefinendo le prospettive pensionistiche di un'intera generazione.

✅La fine delle vie facili: Gli strumenti un tempo popolari per la pensione anticipata, come Quota 103 e Opzione Donna, sono stati progressivamente ridimensionati o eliminati. Anche i cosiddetti "scivoli pensionistici" sono diventati più rari e selettivi. Nel vuoto lasciato da queste opzioni, il riscatto laurea emerge come uno degli ultimi strumenti ancora accessibili.

✅Il fantasma del lavoratore perpetuo: L'Italia è penultima in Europa per durata attesa della vita lavorativa dei giovani (32,8 anni nel 2024). Questo ritardo di ingresso nel mercato del lavoro, unito all'aumento dell'aspettativa di vita, alimenta la paura concreta di dover lavorare fino a 70 anni. Il riscatto diventa così un tentativo di riprendere il controllo sul proprio futuro lavorativo.

✅L'incertezza normativa come acceleratore: La discussione politica sulla possibile riduzione del valore contributivo del riscatto a partire dal 2031 (poi bloccata) ha creato un effetto "finestra di opportunità". Molti hanno deciso di agire subito, per paura che domani l'operazione diventi meno conveniente o addirittura impossibile.


Il nodo della convenienza: un'opportunità, ma non per tutti


Il riscatto laurea non è una bacchetta magica. La sua utilità dipende fortemente dall'obiettivo personale e dalla situazione contributiva individuale.


✅Anticipare la pensione vs. Aumentare l'assegno: La convenienza è massima per chi punta ad anticipare la data del pensionamento, riuscendo così a raggiungere prima i requisiti di età e contributi. In questo caso, il riscatto può essere una mossa vincente. Al contrario, se l'obiettivo è solo aumentare l'importo della pensione futura, il rendimento dell'investimento è generalmente basso e potrebbero esserci alternative finanziarie più efficienti.

✅I costi da sostenere: L'operazione ha un prezzo, spesso significativo. Il costo varia in base al reddito e alla modalità scelta, ma può ammontare a diverse migliaia di euro per anno di studio riscattato. Fortunatamente, esistono agevolazioni:

  • Riscatto agevolato: Introdotto nel 2019, offre un costo fisso (circa 6.208 euro/anno nel 2026), particolarmente vantaggioso per chi ha redditi elevati.
  • Deducibilità fiscale: Le somme versate sono deducibili dal reddito imponibile.
  • Rateizzazione senza interessi: È possibile pagare in comode rate mensili fino a un massimo di 10 anni.

La tabella seguente riassume i pro e i contro principali da valutare:

✔️Anticipo della data di pensionamento :  Costo elevato (può superare i 5.000€/anno)

✔️Raggiungimento requisiti contributivi : Basso rendimento se l'obiettivo è solo aumentare l'assegno

✔️Agevolazioni fiscali (deducibilità) : Opportunità perse (i soldi potrebbero rendere di più altrove)

✔️Pagamento rateizzato senza interessi : Rischi normativi (le regole possono cambiare in futuro)

Guida pratica: come muoversi per il riscatto


Decidere di procedere richiede attenzione ai dettagli tecnici.

✔️Cosa si può riscattare: Sono ammessi i titoli effettivamente conseguiti: diploma universitario (2-3 anni), laurea triennale, magistrale, a ciclo unico (max 6 anni), dottorato e diplomi AFAM. Non si possono riscattare gli anni fuori corso o i periodi già coperti da contributi obbligatori.

✔️La procedura obbligatoria: La domanda va presentata esclusivamente online all'INPS, tramite SPID, CIE o CNS, oppure attraverso patronati e intermediari autorizzati. Le domande cartacee non sono più accettate.

Conclusione: oltre l'emergenza, una scelta di pianificazione


Il boom del riscatto laurea è più di una moda passeggera; è il termometro della preoccupazione di una generazione di lavoratori, soprattutto pubblici, che vede restringersi le proprie opzioni per il futuro. Rappresenta una risposta razionale a un sistema che ha chiuso molte altre porte.

Tuttavia, non è una soluzione universale. Prima di imbarcarsi in questa spesa significativa, è fondamentale porsi le domande giuste: Il mio obiettivo principale è uscire prima dal lavoro? La mia storia contributiva rende questo investimento efficace? Per alcuni, specialmente chi è entrato tardi nel mondo del lavoro, il riscatto può essere la chiave per la libertà anticipata. Per altri, potrebbe rivelarsi un investimento poco fruttuoso.

In un'Italia che invecchia e dove la pensione sembra sempre più un traguardo mobile, il riscatto della laurea è diventato un simbolo: quello della ricerca, spesso disperata, di un po' di controllo sul proprio tempo e sulla propria vita, in un orizzonte previdenziale sempre più incerto.
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