INPS può pignorare la pensione per recuperare indebiti: cosa cambia dopo la sentenza della Corte Costituzionale


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La Corte Costituzionale, con una recente e storica sentenza, ha stabilito che l'INPS può procedere direttamente a trattenute sulla pensione per recuperare somme percepite indebitamente o contributi non versati. Questa decisione, depositata a gennaio 2026, conferma la legittimità dell'articolo 69 della legge n. 153 del 1969, cambiando in modo significativo le procedure di recupero crediti dell'ente previdenziale.

La novità principale è che l'INPS non deve più attendere un titolo esecutivo del giudice per agire, ma può intervenire autonomamente, rispettando però precisi limiti di legge a tutela del pensionato.

La sentenza che chiarisce i poteri dell'INPS

Prima di questa sentenza, la possibilità per l'INPS di agire direttamente era circondata da dubbi giuridici. Il recupero di somme dovute per errori di calcolo, indebiti o omissioni contributive richiedeva lunghe procedure giudiziarie, rendendo spesso l'azione poco efficace.

Ora, la Corte Costituzionale ha chiarito che l'INPS ha il potere di procedere al cosiddetto "pignoramento diretto" o a trattenute amministrative. Ogni azione deve però essere proporzionata all'importo dovuto e deve tenere conto delle necessità essenziali del pensionato e di eventuali altri debiti già in corso.

La tutela fondamentale: il minimo vitale

Il principio cardine introdotto e ribadito dalla sentenza è la protezione del minimo vitale. Questo rappresenta l'importo necessario per garantire il sostentamento quotidiano del pensionato e non può essere intaccato.

In pratica:
  • La pensione non può mai essere ridotta al di sotto di questa soglia.
  • La quota trattenibile dall'INPS corrisponde generalmente a circa un quinto dell'importo della pensione che eccede tale minimo vitale.
  • Lo scopo è evitare che il pensionato si trovi in gravi difficoltà economiche, proteggendo la sua autonomia e dignità.

La sentenza stabilisce quindi un equilibrio tra il diritto dell'INPS a recuperare crediti legittimi e la tutela delle persone più vulnerabili.

Cosa fare in caso di trattenuta sulla pensione

Se ti trovi nella situazione di una trattenuta da parte dell'INPS, è importante sapere che puoi difenderti. Ecco i passi fondamentali da seguire:

  • Comprendere le motivazioni: Verifica la comunicazione dell'INPS per capire esattamente per quale motivo (indebito, contributi omessi, ecc.) è stata applicata la trattenuta e controlla che l'importo sia proporzionato.
  • Verificare il rispetto del minimo vitale: Accertati che la quota di pensione che ti resta a disposizione non scenda al di sotto della soglia minima garantita per legge.
  • Rivolgersi a professionisti: In caso di dubbi sulla correttezza della trattenuta, è consigliabile consultare un avvocato specializzato in diritto previdenziale o un patronato. Questi professionisti possono aiutarti a verificare la legittimità dell'atto e a presentare eventuali ricorsi.
  • Conoscere i propri diritti: La legge garantisce che la tua pensione non possa essere ridotta sotto il minimo vitale. Avere consapevolezza di questo e degli altri limiti previsti ti permette di gestire la situazione senza rischi eccessivi.

Questa sentenza rappresenta un punto di svolta perché, da un lato, permette all'INPS di recuperare in modo più efficace le risorse del sistema previdenziale, ma dall'altro fornisce anche indicazioni chiare ai cittadini sui limiti invalicabili delle trattenute, contribuendo a prevenire abusi o errori procedurali.

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